Donna matura si fa sculacciare dal giovane fidanzato della figlia

Simona si stà rivestendo, il corpo candido ancora sodo, i capelli biondi disciolti, il grosso sedere tutto gonfio e rosso. Un mappamondo multicolore con tonalità che vanno dal rosso tenue al rosso scuro con chiazze grigie e violacee dalle caratteristiche forme allungate e grossomodo rettangolari prodotte da energiche cintolate. Giovanni è steso sul letto, nudo dalla vita in su e si stà fumando una sigaretta. Lo sguardo di Simona è innamorato, quasi adorante. Come si è potuta produrre una simile metamorfosi?. “-Sbrigati Simona, aspetto una amica, devo preparare un concorso-“ Simona subito si preoccupa. Nella sua voce c’è un tono di accorata irritazione. “_Chi è questa puttanella? Che cosa vuoi farci?-“ “- Quello che mi pare e piace!-“ è la secca risposta di lui. “ – e non fare la lagna o prendo la mestola di alluminio e allora sì che avrai motivo di piagnucolare. Le regole sono cambiate, mia cara, io faccio quello che cazzo mi pare, tu fai quello che ti dico io o le prendi. Se ti stà bene è così altrimenti…tanti saluti e addio!-“ “No,no, amore, faremo come vuoi tu-“ .
Lo so è incredibile, fino a pochi giorni prima il povero Giovanni si trovava steso a culo nudo sulle ginocchia di Simona che gli infliggeva una dura e severa sculacciata con il mestolo e gli teneva infilato su per l’ano un dildo inzuppato nel peperoncino. Da allora le cose sono radicalmente cambiate. La storia di Giovanni e Veronica, la figlia di Simona,è ormai finita. L’unica ragione per cui Giovanni continuava a frequentare la casa di Veronica negli ultimi tempi erano in realtà proprio gli incontri punitivi con la madre di lei che esercitava sul giovane una forte attrazione. Giovanni si è però stufato di essere battuto e umiliato. Gli è piaciuto per un po’ ma ora vorrebbe in realtà invertire i ruoli, si sente più portato a dominare quella bella donna altera e sensuale piuttosto che a subirla. Non sapendo come comportarsi, si risolve infine a lasciare Veronica e decide che non rivedrà più neppure la madre. Arriviamo quindi a due ore prima della situazione vista all’inizio del racconto. Giovanni si trova nel proprio appartamento, steso sul letto e in mutande che rimugina su tutta la singolare storia che gli è capitata in quei mesi. Suona il campanello. “Sono Simona apri!” Quando Giovanni apre la porta viene investito da una sequela di un insulti variopinti e di minacce.”Come hai potuto fare questo alla mia bambina?! E’ disperata! “Non era vero. Veronica e Giovanni si erano lasciati di comune accordo e senza traumi. L’atteggiamento di Giovanni è radicalmente cambiato. “Signora, sono stufo delle sue prepotenze, non nego che mi sia un piaciuto essere trattato come un bambino discolo da lei. E’ stata una esperienza erotica molto particolare che mi ha aperto gli occhi sui confini dell’eros e sulla mia natura e inclinazioni, ma ora è finita-“ Lo decido io quando è finita, stupido!-“ e così dicendo lo schiaffeggia due volte con decisione. “-Ora togliti le mutande e passami la cinghia!-“ Per tutta risposta Giovanni afferra le spalline della giacca dell’elegante tailleur indossato da Simona e le tira giù immobilizzando le braccia della donna.”- Ora avrai la meritata punizione , zoccola!-“ Il giovane si siede sulla sponda del letto stendendo il corpo di Simona pancia sotto sulla propria gamba sinistra. Le apre la lampo della gonna e la tira via. Poi tocca alla mutandine di pizzo rosa. Il bel culo roseo, piuttosto grande ma ancora rotondo e discretamente sodo di Simona appare in tutta la sua magnificenza.Simona, fino a quel momento incapace di reagire per la sorpresa, esclama: “No!, No!, come osi figlio di puttana! Vuoi sculacciare me che potrei essere tua madre?!-“ Si signora, ti insegnerò la buona educazione alla tua veneranda età di 46 anni.-“ 45, prego, ahii! –“ le sculacciate grandinano subito sulle indifese chiappe di Simona. “Piano, piano, così mi fai male! Non si picchiano le donne, sei un bruto!-“ Sul culo invece sì , Signora, non solo si possono, si devono picchiare!- “e giù sculaccioni in serie sempre più potenti. La donna si divincola, geme, supplica ma è totalmente in balia di quel ragazzo un tempo docile strumento delle sue voglie bizzarre e ora trasformatosi in implacabile sculacciatore .
Le braccia bloccata dalla giacca, le gambe dalla gamba destra di Giovanni. Simona prende sculaccioni per 10 minuti abbondanti. Il virile, umiliante trattamento, l’essere in balia di un giovane maschio prepotente hanno risvegliato i suoi sensi. Si sente bagnata tra le cosce. Sente anche l’eccitazione dell’uomo che è cresciuta sotto il suo ventre. “E ora ti spetta la cinghia! Hai fatto tanto volte il culo a strisce alla tua povera figlia ed anche a me; è arrivato il momento che le tue belle chiappe e le tue cosce provino le brucianti carezze della cintura . Giovanni si sfila la cinghia, la piega in due, la fa schioccare nell’aria e l’abbatte energicamente al centro del culo di Simona che nel frattempo era stata letteralmente gettata di traverso sul letto. Giovanni cintola furiosamente culo e cosce, cosce e culo in un parossismo di eccitazione, con il pene eretto ormai fuoriusciuto dalle mutande.”Simona piange e grida, ma non sono suppliche le parole che escono dalla bocca contratta in smorfie di dolore, certo… ma non solo.”- Ancora, ancora, Ahiaa! Ahii!, sculacciami, frustami, Ahii! Ahuu! dammele sode, non mi risparmiare! Ahioo! Sono la tua bambina cattiva, Ahia,Ahia! puniscimi! Ohii! Più forte, più forte! Ahiaa, haa!-“ Giovanni getta la cintura. Simona è lì, spettinata, praticamente nuda, in suo potere, totalmente sottomessa, il bel culo martoriato.Lo sguardo della donna incrocia quello dell’aguzzino, anzi del severo e giusto educatore. Non c’è odio nei grandi occhi chiari lucidi di pianto. Non c’è risentimento nelle calde lacrime che le attraversano le guance e bagnano la bocca carnosa semiaperta.C’è desiderio in quella bocca che Giovanni bacia ora avidamente. Le labbra si congiungono, le punte delle lingue guizzano e dardeggiano. “-Veronica non mi ha mai baciato così-“ pensa Giovanni. Le sue mani esplorano il caldo e morbido corpo di quella donna matura e ancora così bella che si concede a lui completamente. Le mordicchia con sapiente, dolce crudeltà i grandi capezzoli . La lingua esplora febbrilmente la fica gonfia e bagnatissima dalla folta peluria luccicante di umori. La bocca di Giovanni succhia il grilletto grande come un piccolo pene.Assapora l’acre, intenso odore di femmina. ”Basta! non ce la faccio più! Prendimi amore!, prendimi! “ Giovanni, senza distogliere gli occhi dal volto di Simona le afferra le gambe le tira su e ne piega le ginocchia.La donna subito risponde e stringe le cosce attorno alle braccia di Giovanni. Lo avvinghia in un amplesso furioso. Il membro la penetra lentamente, fino alla radice. E’ tutto dentro di lei. L’Eccitazione è tale che poche energiche spinte fanno raggiungere l’orgasmo ai due amanti quasi all’unisono.