Moglie obbligata dal marito a sottomettersi al figlio del padrone di casa

Crescendo Giovanni capì che gli bastava esprimere un desiderio e quello si avverava, infatti i genitori lo accontentavano sempre e lui si divertiva a metterli alla prova chiedendo loro giochi molto preziosi oppure si inventava collezioni che non gli interessavano minimamente solo per avere un pezzo introvabile che immancabilmente finiva dimenticato in qualche cassetto appena in suo possesso.

Anche con la servitù Giovanni piaceva comandare, quando aveva circa 14 anni, i suoi genitori assunsero un’intera famiglia composta da padre, madre, figlia e nonna, erano dei loro lontani parenti caduti in disgrazia, alla morte del nonno avevano scoperto che tutti i loro averi erano ipotecati e così in pochi giorni persero la casa, il lavoro e tutti i loro risparmi e si ritrovarono in mezzo alla strada, si ricordarono dei lontani parenti che vivevano al nord, li contattarono e fortunatamente furono assunti entrambi per lavorare nella grande villa dei genitori di Giovanni.

La nuova famiglia era formata da Mario , il padre, 45 anni, piccolo di statura molto magro, aveva un aspetto molto fragile e un’aria sottomessa, forse per tutti i problemi che aveva dovuto affrontare; Carla la madre, 40 anni era ancora una bella donna, più alta del marito, molto formosa aveva un seno prorompente e un sedere da sballo; Giulia la figlia, 16 anni, stava diventando una donna, ma per il momento era ancora a metà strada, molto magra, quasi anoressica, non aveva ancora sviluppato le forme di una donna, ma visto la madre c’erano buone speranze; infine Marta, la nonna, 65 anni, ma ne dimostrava almeno 10 in più, come la figlia da giovane doveva essere stata molto bella, ormai il seno le cascava sul petto e il culo era sempre grosso ma flaccido.

A Giovanni fu subito chiaro che quella gente era con l’acqua alla gola e decise di approfittarne, li trattava come schiavi, gli faceva fare delle cose umilianti, e con la minaccia di lamentarsi con i suoi genitori riusciva a farsi obbedire.

Con il passare degli anni anche le voglie di Giovanni cambiarono, cominciò a interessarsi al sesso, all’inizio passava il tempo spiando Carla di nascosto, poi non gli bastava più allora chiamò Mario e gli disse chiaro e tondo che se non voleva perdere il posto doveva convincere sua moglie a farsi vedere nuda da lui, Mario provò a protestare ma quando Giovanni prese in mano il telefono minacciando di chiamare i genitori, Mario gli disse che avrebbe pensato lui a tutto.

Il pover’uomo andò in cerca della moglie, la trovò in salotto intenta a lucidare il pavimento, in ginocchio come voleva Giovanni, le disse quello che doveva fare per permettere alla famiglia di continuare a vivere in quella casa, Carla rimase sbalordita e cominciò a protestare ma alla fine non potè fare a meno di accettare anche quella umiliazione.

Quando Mario disse a Giovanni che era tutto a posto Giovanni si recò in salotto dove Carla ancora inginocchiata per terra stava lucidando il pavimento, si mise dietro di lei e cominciò a sollevarle la gonna sopra la schiena, Carla sospirò ma non si scostò, Giovanni allora le accarezzò il sedere poi le abbassò l’elastico degli slip sulle cosce, ordinò a Carla di continuare a lavorare e per un po’ rimase ad osservare il culo che, quando Carla si abbassava di più, lasciava vedere anche le labbra della figa coperte da un cespuglio di peli neri, la fece poi alzare e iniziò a sbottonarle la camicia, Carla rimaneva in piedi davanti a lui evitava di guardarlo in faccia per la vergogna provata, quando la camicia fu gettata per terra Giovanni le strappò di dosso il reggiseno e le tette rimasero nude poi lui le accarezzò prima dolcemente poi quando prese fra le dita i capezzoli li strinse forte fra le dita facendola gridare dal dolore, poi le ordinò di spogliarsi completamente, quando Carla fu nuda la fece sedere sul bordo di una sedia facendole tenere le gambe divaricate così che la figa rimaneva aperta, lui la accarezzò ma Carla si mise a protestare dicendo che non doveva toccarla ma solo guardarla, Giovanni si mise a ridere e chiamò a gran voce Mario , che arrivò correndo e vide la moglie nuda seduta con le gambe aperte che metteva in mostra il sesso, per un’istante il suo sguardo si fece minaccioso ma fu un’attimo subito riprese la sua aria sottomessa e quando Giovanni gli disse che guardare non gli bastava più ma voleva anche toccare la sua signora, Mario gli rispose che poteva fare tutto quello che voleva e con uno sguardo zittì la moglie che stava per protestare.

Giovanni con un’espressione trionfante cominciò a toccare Carla dappertutto, sembrava una piovra, le sue mani erano dappertutto, all’inizio la accarezzava come per sentirne la consistenza poi si fece più deciso e strinse forte i seni fra le mani, scese poi verso il sesso, aprì con le dita le labbra e con decisione infilò due dita in profondità facendo gridare Carla per il dolore, infatti era completamente asciutta e quell’intrusione le fece male, dopo averla scavata per un po’ nella figa, prese di mira il buco del culo, provò a penetrarlo con un dito ma Carla con un grido di dolore gli sfuggì, Giovanni si incazzò molto, disse ad Mario che sua moglie non era una persona obbediente e che doveva essere punita. Mandò Mario a prendere il frustino per il cavallo, quando tornò con il frustino lo consegnò a Giovanni che però gli disse che doveva pensarci lui a punire la moglie, si accomodò sulla poltrona e disse che voleva gustarsi la scena, Carla ormai piangeva e supplicava il marito di fare qualcosa per toglierla da quella posizione ma lui la prese per un braccio, la spinse per terra e cominciò a colpirla prima piano, ma poi sembrò prenderci gusto e i colpi diventarono più forti, più la colpiva e più sembrava sfogare la rabbia per tutti quegli anni di umiliazioni, Giovanni era molto soddisfatto, vedeva il corpo di Carla che si ricopriva di strisce rosse, allora chiedeva ad Mario di colpirla in punti ancora candidi, ormai Carla non aveva più la forza di gridare. Giovanni disse che poteva bastare, si complimentò con Mario per averlo fatto eccitare, infatti mentre Carla veniva frustata lui aveva tirato fuori il cazzo dai pantaloni e aveva iniziato a masturbarsi, adesso voleva godere e prendendo Carla per i capelli la alzò finchè la bocca fu contro il cazzo, strizzò un capezzolo con l’altra mano e Carla aprì la bocca per gridare e si ritrovò il cazzo duro del ragazzo fino in gola, il cazzo non cercava la carezze delle sue labbra ma entrava violentemente fino in gola, lei si sentiva soffocare ma non aveva la forza di ribellarsi e aspettava solo il momento che tutto quanto finisse, ci volle poco e sentì che il cazzo si irrigidiva e infine spruzzò nella sua gola, fu costretta a inghiottire tutto se voleva respirare.

Quando Giovanni lasciò la presa dei suoi capelli che ancora stringeva fra le dita, lei si lasciò cadere a terra dove rimase finchè Giovanni uscì dalla stanza lasciandola sola con il marito.

Era ormai notte, Giovanni si svegliò con un’erezione, non aveva voglia di farsi la solita sega guardando un film porno, decise di andare in camera di Mario e Carla, entrò senza bussare e li vide che dormivano, senza svegliarli si spogliò e si infilò nel letto di fianco a Carla, le alzò la camicia da notte e le abbassò le mutande, lei credendo che fosse il marito si lamentò nel sonno dicendo che non ne aveva voglia, lui brutalmente le strappò un ciuffo di peli, lei si svegliò di colpo e lo vide sopra di lei con un ghigno diabolico sul viso, le fece segno di stare zitta, le allargò le gambe e si mise in mezzo e loro, puntò il cazzo e lo infilò in un colpo solo, teneva una mano sopra la bocca di lei per non farla gridare, quando la vide rassegnata le liberò la bocca e continuò a scoparla, il letto si muoveva e Mario si svegliò, vide la moglie scopata da Giovanni me come al solito non disse nulla.

Giovanni aveva voglia di infilare il cazzo nel culo di Carla, non l’aveva mai fatto e ora che aveva a disposizione una donna che non gli poteva negare nulla voleva approfittarne, disse a Giovanni che voleva inculare sua moglie e che lui doveva aiutarlo a tenerla ferma, infatti Carla sentito quello che l’aspettava cominciò a divincolarsi dalla stretta di Giovanni.

Aiutato da Mario , Giovanni girò Carla e la posizionò alla pecorina, nel frattempo il suo cazzo si era smosciato, colpa di tutta la fatica che aveva dovuto fare per mettere la donna in posizione, allora pensò di approfittare di Mario , gli ordinò di fargli un pompino per fargli tornare il cazzo in tiro, Mario sebbene titubante si avvicinò e gli prese il cazzo in mano, dopo averlo smanettato, riluttante lo infilò in bocca e cominciò a fargli un pompino, Giovanni lo prendeva in giro dicendogli che era un frocio, e deridendolo anche con la moglie, quando sentì che era tornato in tiro, disse che Mario doveva metterglielo nel culo della moglie ma dovette rinunciare alla cosa perché Carla non ne voleva sapere allora Mario fu costretto a tenerla ferma mentre lui la penetrava nel culo, era molto stretto, da li non era mai passato nessuno, piano piano si faceva strada e l’ano cominciò a cedere, sentiva qualcosa di cMario e di viscido che gli colava sulla coscia e pensò che era il sangue di lei, le aveva spaccato il culo, il sangue comunque servì come lubrificante infatti con un’ultima spinta entrò in lei completamente, Carla che fino ad allora non aveva smesso di piangere e di agitarsi, di colpo si irrigidì lanciò un grido e rimase immobile con il palo di carne nel culo, ma il peggio doveva ancora venire, infatti dopo essere stato fermo per qualche istante Giovanni di colpo lo tirò fuori, Carla gridò ancora, le sembrava che anche le viscere erano uscite da lei, ma subito il cazzo tornò dentro di lei, e cominciò un dentro e fuori sempre più veloce finchè finalmente Giovanni sborrò, rimase dentro di lei che lo sentì diventare sempre più piccolo.