Troia sottomessa a forza con cinghiate sul sedere

Si accasciò sulla scrivania sfinita, sentiva le gambe tremare e la testa che le girava.
Ma la pausa durò nemmeno un minuto per lei, si sentì tirare indietro da Mario, si ritrovò in ginocchio davanti al pene di Mario marroncino e bianco, l’odore acre faceva capire da solo cosa fossero quelle macchie marroni spalmate sul pene, Mario guardandola con schifo – guarda cosa hai fatto stupida, mi hai sporcato tutto l’uccello adesso lo pulisci per bene deve tornare lindo avanti troia – Maria Angelica senti un conato di vomito salire, riuscì a stento a non rigettare con voce disperata – ti prego questo no è disgustoso – Mario la guardo – allora le scelte sono due. O me lo lavi per bene da sola senza fatti forzare oppure ti faccio piegare e ti cinghio fino a che non urli disperata che lo vuoi fare e dopo averlo fatto conterò 100 cinghiate e mi fermerò per poi farmi ripulire. Ricordati che se vuoi la prima adesso dovrai implorarmi per bene di fartelo ripulire con la lingua – Maria Angelica voleva sparire per la vergogna e per lo schifo che provava Benetti guardava soddisfatto la scena e si mise ad ascoltare le parole della povera Maria Angelica – ti prego Mario permettimi di ripulire la sporcizia – Mario tossì come per riprenderla – la mia cacca – si corresse Maria Angelica umiliata Mario annuì dicendole di continuare – mi dispiace davvero averti sporcato cosi tanto ripulirò tutto in poco tempo- lui sorrise – che cosa aspetti troia muoviti allora – lei si avvicinò Benetti fece una finta faccia disgustata, Maria Angelica ebbe un gesto di rifiuto e arricciò il naso ma facendosi forza fece per metterselo in bocca, ma Mario la fermo – leccalo piano piano cagna voglio vedere sparire tutto piano piano e vederti ingoiare con gusto – nuovi singhiozzi attraversarono il corpo di Maria Angelica la lingua di Maria Angelica toccò esitante il sotto della cappella di Mario, il sapore le inondò la lingua, ogni volta che leccava macchie marroni ricoprivano la sua lingua, continuò a leccare disgustata poi quando era lindo Mario le spinse la testa su e giù sul pene 5-6 volte poi lo tolse – brava cagnetta hai pulito tutto per bene adesso lecca in terra avanti – non la dovette neanche obbligare a farlo si chinò sottomessa a leccare il seme sul pavimento, finii anche quest’ulteriore ordine poi vide Benetti andare dietro di lei e prenderla per i fianchi, neanche 5 secondi e si trovò il pene di lui spinto tutto dentro di lei.
La teneva per i capelli usandoli quasi come briglie di un cavallo, nel frattempo Mario si tolse le scarpe e si mise davanti a Maria Angelica – leccali tutti forza – Maria Angelica fra i lamenti e le urla per le spinte di Benetti cominciò a leccare i piedi sudati di Mario.
Benetti spingeva molto forte il pene dentro di lei godendo delle sue urla e dei suoi gemiti, Maria Angelica si sentiva il buchino in fiamme e ogni volta che Benetti picchiava sui glutei lividi le faceva un male boia, il corpo della ragazza veniva spostato su è giù al ritmo delle spinte di lui, i seni si muovevano in modo osceno, il corpo sudato e dolorante di Maria Angelica era sfinito, la lingua di Maria Angelica passava senza sosta sulla pianta del piede di Mario, anche quest’ulteriore trattamento durò una decina di minuti poi Benetti tirandola verso di se venne copiosamente sul viso di Maria Angelica, lei accettò gli schizzi senza opporre resistenza, guardò il pene di Benetti sporco e senza farsi dire nulla iniziò a leccarlo, era disgustoso quasi più dell’altro, e adesso intravedeva piccole chiazze rosse probabilmente dei capillari o altro dovevano essersi rotti durante la penetrazione – bene adesso puoi dire di avere il culetto bello largo credo che adesso ci potrebbero entrare due cazzi alla volta – Maria Angelica abbassò lo sguardo umiliata, nel frattempo aveva finito di ripulire Benetti, Mario guardandola – ma povera Maria Angelica non sei ancora venuta te- si sdraio sulla scrivania – vieni qua Maria Angelica forza – Maria Angelica si alzò titubante e salì sopra Mario lui la prese e gli infilò il pene nel sedere senza tanti convenevoli, Maria Angelica pianse fin da subito capendo di essere costretta a subire da capo la violenza solamente che adesso doveva venire durante quell’orribile trattamento, ma si sbagliava a pensare che la perversione di Mario si fermasse lì, infatti sbiancò quando Mario disse – venga Benetti appuriamo la sua ipotesi – Benetti non se lo fece ripetere, andò dietro, Maria Angelica tremava letteralmente – vi prego me lo spaccherete così – Mario rise – non dire scemenze e poi sarebbe la giusta fine per te – Benetti iniziò a spingere dentro e piano piano riusci ad entrare anche lui, il buco di Maria Angelica era dilatato in modo osceno e le faceva un male cane e l’urlo che cacciò ne fu la prova, si sentì spaccata in due quando sia Mario che Benetti iniziarono a penetrarla prima in modo lento e poi piano piano sempre più veloce, lei sentiva i due peni entrare e quasi uscire ogni volta, i due godevano di questo atto osceno con soddisfazione e ridendo fra insulti e grugniti di piacere, Maria Angelica provò a venire e piano piano riuscì a trovare un minimo di piacere che le permise di venire dopo poco, i due risero di gusto e iniziarono a penetrarla più velocemente, le urla di Maria Angelica si fecero più acute i due per niente impietositi continuarono per 5 minuti poi gli vennero dentro,uscirono da lei Maria Angelica senti il buco richiudersi con dolore, si sentiva sfondata pensava già a cosa dire quando sarebbe dovuta andare all’ospedale ma le parole di Benetti la tranquillizzarono almeno su quel punto – ha resistito bene il buchetto della troietta, c’è solamente un po di sangue. Lasciarono un po di tempo a Maria Angelica poi si misero davanti a lei – adesso puoi pulirli velocemente, poi vatti a lavare e lecca dov’è sporco sulla scrivania- Maria Angelica ripulì i due peni e poi con forza si alzò e si mise a leccare la scrivania e per terra dov’era caduto lo sperma da dentro il suo sedere, a quel punto Benetti -torno fra un’ora per l’ultima razione si rilassi nel frattempo-.
Maria Angelica passò il tempo in bagno a guardarsi il buchetto e a piangere e a vergognarsi per il piacere perverso provato per tutto il tempo,ma il bussare alla porta la riportarono alla triste realtà – avanti è passata l’ora fra 20 minuti c’è il primo appuntamento muoviti – Maria Angelica cercando senza riuscirci di camminare per bene raggiunse la scrivania e praticamente si buttò su di essa, Benetti sorrise – ben tornata signorina, adesso finiamo la sua punizione e vediamo se starà più attenta la prossima volta – detto questo prese uno strap di cuoio spesso lungo 70 80 cm, sembrava una cinta con il manico Maria Angelica tremò solo ad osservarla ma non osò muoversi, Benetti andò dietro di lei la toccò un attimo prima – vedo che il buchino si è rimesso ma ora mi dispiace i tuoi glutei diventeranno belli viola e così le tue cosce – detto ciò alzò il braccio e ciack ciack, se il paddle aveva fatto male questo era tremendo, il culetto le bruciava da morire e Mario dovette tenerle le mani per non farle coprire il sedere con esse – continui gliele dia belle sode a questa cagnetta – Benetti non se lo fece ripetere cominciò a darci dentro severamente, Maria Angelica già dopo il quinto colpo cominciò a singhiozzare vistosamente, i colpi si susseguirono, inutili furono le suppliche di Maria Angelica lui continuò fino a farle il sedere viola e le cosce rosse come il fuoco fino alle ginocchia, alla fine il sedere era un reticolato di strisce e chiazze rettangolari sul violaceo, mentre le cosce strisce rosse acceso con piccoli lividi in alcuni punti, la voce di Maria Angelica era finita fra le urla che aveva lanciato, Benetti si mise a sedere e Mario lasciò la presa attendendo che Maria Angelica si riprendesse, passarono tre minuti prima che lei si alzasse,Mario le indicò l’angolo della stanza, Maria Angelica si mise in posizione e ci restò, sentii parlare i due dell’accaduto, sembrava che non ci fosse lei parlavano tranquilli di come l’avevano presa come una troia, Maria Angelica si sentì ancora più umiliata e si mise a piangere.