Cazzo infilato a forza nel culo della schiava

Maria Angelica arrivò a lavoro sperando che il ricordo del giorno prima fosse solo un sogno, ma purtroppo la sua camminata insicura per il dolore al buchino e il continuo fastidio provocato dal cotone delle mutandine che strusciano sulla pelle segnata le ricordò come un pizzicotto che invece era la verità.
Arrivata davanti alla porta si chiese com’è possibile che dopo la giornata di ieri lei sia ancora lì, e si chiese come è possibile aver raggiunto l’orgasmo osservando il suo sedere segnato allo specchio, si sentiva umiliata e meritevole di tutto ciò che le era accaduto e di ciò che doveva accadere oggi, e proprio mentre pensava ciò la porta dello studio si aprì.
Una figura di mezza età ma ancora discreta si stagliò di fronte a lei, il cuore le sobbalzò in gola e cominciò quasi a sudare freddo per la sorpresa e la paura di fronte ad essa – bene signorina si accomodi pure, vedo che almeno è puntuale a lavoro la mattina – lei cercando di non svenire – salve signor Benetti – abbassò lo sguardo superandolo, dietro di lui Mario la guardò e con un sorriso sadico sul viso – Maria Angelica si ricorda ieri che ti ha detto il signore al telefono vero?- Maria Angelica diventando più rossa della sua sciarpa – si lo ricordo – si cominciò a svestire cercando di farsi vedere meno sconvolta di quello che era, comunque senza riuscirci – bene quindi lo sai perché il signore ha dovuto rimandare degli impegni urgenti questa mattina – Maria Angelica capendo dal tono freddo di Mario e la risatina di Benetti rispose – si lo so per punirmi – Mario tossì come dire vai avanti, Maria Angelica dovette usare tutto il coraggio che le restava e mandare in frantumi il suo orgoglio – sculacciandomi severamente – la voce di Benetti con un tono divertito aggiunse – e non solo, preparati a una bella e severa punizione -.
Dagli occhi di Maria Angelica uscirono le prime lacrime poi la mano di Mario le tocco la spalla – su spogliati e piegati sulla scrivania – Maria Angelica cercò di giocare l’ultima sua carta per non subire quell’umiliazione – vi prego ho capito il mio errore e non succederà mai più vi prego mi fa ancora male- Mario fece cenno di scansarsi a Benetti – non ti va bene? Allora esci e non farti più vedere se non per prendere la liquidazione, e ricordati che se mi telefoneranno per sapere le tue referenze gli dirò il perché ti ho licenziata – a quelle parole Maria Angelica si arrese e cominciò lentamente a spogliarsi.
Gli occhi di Benetti seguivano lo spogliarello di Maria Angelica con interesse, lei subito notò l’eccitazione negli occhi dell’uomo e non solo, umiliata lasciò sulla sedia gli slip e cercando di coprirsi con le mani si diresse verso la scrivania e poggiò i gomiti su di essa, Benetti andò dietro di lei e palpandole il sedere ancora livido per i colpi del giorno prima – bene signorina oggi ho preso dei simpatici attrezzi per punirla , Mario mi ha detto che dopo lei mi risarcirà la spesa di 90 euro – Maria Angelica strinse il bordo della scrivania per trattenere la rabbia dopo quell’ulteriore notizia, le pareva assurda le toccava oltre a essere sculacciata e quasi certamente violentata da quel signore pagare gli attrezzi con cui lui l’avrebbe colpita severamente da li a poco.
Mario si era già seduto sulla sedia davanti a Maria Angelica e la guardava divertito, studiò il suo volto poi facendole una carezza sulla testa – scansati o cerca di ribellarti procurando danni a me o a lui e saranno guai – alzò la testa verso Benetti – prego inizi pure sii severo perché altrimenti non le sente nemmeno- sorrise ed iniziando a colpire con la mano il sedere di Maria Angelica fin da subito in modo severo e duro – non si preoccupi urlerà parecchio sia durante che dopo – la mano destra di Benetti teneva la schiena di Maria Angelica pigiata sulla scrivania mentre la sinistra si alzava e si riabbassava sempre più velocemente sul sedere della povera che piano piano si faceva sempre più rosso. Maria Angelica stringeva il bordo della scrivania e le lacrime ora solcavano il suo bel viso, e dopo poco perse anche tutto l’orgoglio e iniziò ad urlare e piangere – la prego basta mi fa ancora male il sedere da ieri la prego aaaah non cosi è troppo forte aia ti prego fai più piano – a quella frase Benetti prese a sculacciarla con più vigore – adesso mi da anche del tu signorina? Quand’è che ha preso il diritto di farlo?- lei fra le urla ancora più forti e i primi veri singhiozzi – mi scusi non volevo ahh mi perdoni bruciaaaaa- Mario la guardava sempre più divertito ed eccitato, a quel punto Maria Angelica vide il suo capo sbottonarsi i pantaloni, si alzò davanti a lei e togliendosi i boxer glielo porse davanti, Maria Angelica girò il viso dicendo con poche speranze – la prego cosa centra questo con laaaa punizioneee aaah basta vi prego aahh- lui voltando nuovamente il viso di Maria Angelica verso il suo membro – nulla ma devi rimediare al fatto di eccitarmi non vorrai lasciarmi cosi eccitato per tutto il giorno? Poi almeno non urli più cagnetta – detto ciò fece una coda con i capelli di Maria Angelica, lei sculacciata severamente ancora a mano nuda da Benetti umiliata e dolorante come mai aprì la bocca e prese il pene di Mario in bocca, i due fecero una grassa risata, il mugolio di Maria Angelica e le sue urla soffocate dal pene di Mario facevano eccitare non poco i due punitori, il pene faceva su e giù al ritmo contrario del corpo di Maria Angelica che si muoveva avanti e indietro per le dure sculacciate ricevute, piano piano il pene di Mario aveva raggiunto la sua gola, faceva fatica a respirare ma continuava, poi il fatto di piangere come una bambina non la stava aiutando.