Padrone tortura con mollette la vagina della schiava

Allungo’ le mani, tremando, e prese l’orlo delle mutandine di Anna, al centro, abbassandolo lentamente, e scoprendo un ciuffo di peli del pube di Anna e l’angolo superiore della fessura. Avvicinando il volto al sesso della donna, Gianna tiro’ fuori la lingua e la infilo’ sotto le mutandine, piangendo disperatamente. Anche Anna piangeva e tremava, con le cosce larghe di fronte a tutti quegli sconosciuti. Il Gardini, constatando che Gianna e Anna si stavano prestando a quel gioco disgustosamente perverso, rise forte. – Sporcacciona e’ dir poco, – disse. – Le piace il sapore della mammina? Gianna fece per scostare il capo dal sesso di Anna, ma il Gardini la trattenne per i capelli. – Risponda senza smettere di leccare.
- S… si, professore, – mormoro’ Gianna, la voce soffocata dalla vagina di Anna. – Mi piace… il sapore, professore…- Va bene, basta cosi’, – la interruppe quindi il professore. – Non siamo qui per far divertire sua madre, ma per punire lei.
Gianna scosto’ la bocca dal sesso di Anna, rilasciando le mutandine, e retrocedette un poco. – Lei comunque puo’ tenere le cosce aperte per il resto della mattinata, – disse il Gardini, – spero che questo la aiuti a ricordare di restare in silenzio.
Quindi, il Gardini si volse verso Sergio. – Sua moglie si e’ dimostrata abbastanza collaborativa, per ora, – disse. – Ora tocca a lei, signor Bianchi.
Sergio rabbrividi’, guardando il professore in silenzio. Gardini si volse verso Gianna. – In piedi, mani dietro la nuca – le disse, seccamente. Gianna si alzo’ da terra. L’uomo la prese per un braccio e la fece mettere di fronte a suo padre. – Tolga il cartello che abbiamo appeso ai capezzoli
di sua figlia, – disse il Gardini a Sergio. L’uomo allungo’ le mani, tremando, e prese le grosse mollette di metallo, sganciandole dai seni della figlia. Il Gardini sorrise, e fece un cenno a Gianna, facendola mettere di spalle rispetto a suo padre. Quindi, le appoggio’ una mano sulla nuca, e la
fece piegare in avanti. La gonna di Gianna era rimasta sollevata fino in vita, e Sergio si vide di fronte le natiche nude e piene della ragazza. Con due pacche nell’interno coscia, il Gardini incito’ Gianna a divaricare le cosce.
- Ora, signor Bianchi, puo’ appendere nuovamente il cartello. – D… dove? – balbetto’ Sergio, cercando di non guardare il sesso della figlia, oscenamente esposto di fronte a lui.
- Le grandi labbra di Gianna andranno benissimo, – replico’ il Gardini, gelidamente. Sergio strinse i denti, cercando di non reagire. Allungo’ le mani verso il sesso di sua figlia, tremando visibilmente. Gianna singhiozzava, piegata in avanti, le mani ancora dietro la nuca. Sergio
cerco’ di applicare le mollette senza toccare la figlia, ma era impossibile. Infine, si risolse a prendere le grandi labbra di Gianna fra le dita, tirarle, e applicare le mollette. Se la distanza fra le mollette era tale da tirare verso l’interno i capezzoli di Gianna, applicata alle grandi labbra
aveva l’effetto opposto. Gianna gemette di dolore, sentendo il metallo che mordeva la sua delicata carne, spalancandole completamente la vagina.
Il Gardini guardo’ il risultato, e sorrise soddisfatto. – Ho il sospetto che suo padre abbia un’erezione, – disse a Gianna. – Forse, torturare la vagina di sua figlia non gli sembra poi cosi’ orribile.