Schiava ricattata e costretta a subire oscene umiliazioni e torture

Gianna chino’ il capo. – Si, signore, – mormoro’. Si sporse in avanti e mise la bocca sulla patta dei calzoni di Sergio. Poteva sentire chiaramente tutta la lunghezza del membro dell’uomo. Succhio’ vigorosamente per alcuni minuti, sotto gli sguardi divertiti dei professori e del Marchi.
– Ora bisogna pensare a tutta quella roba, – disse quindi il Gardini, indicando lo sperma che iniziava a rapprendersi sulle mammelle della studentessa inginocchiata. I due scagnozzi del Marchi, mettendosi in piedi di fianco a lei, tirarono le corde verso l’alto, sollevandole i seni. Un rivolo di sperma colo’ fra di essi, fino al pube rasato della ragazza.
– Prenda sua figlia per i capezzoli, signor Bianchi, – disse il Gardini, – e ci aiuti a sollevarle i seni.
Sergio prese suo malgrado i capezzoli di Gianna, sollevandoli. – E’ un bello spettacolo, vero? – disse il Gardini a Sergio. – Li tiri, avanti, con forza.
Sergio scosse il capo istintivamente, ma non oso’ disobbedire. Inizio’ a tirare i capezzoli di Gianna con forza verso l’alto e verso di se’, stringendoli forte fra le dita. Il Gardini sorrise, afferrando Gianna, con due mani, per le code di cavallo. Trattenendola in quel modo, costrinse Gianna a piegare il volto in basso. La trazione esercitata dalle corde e da Sergio fece si’ che, chinando il volto com’era costretta a fare, Gianna si trovasse con tutta la faccia schiacciata contro la carne dei propri seni, e immersa nello sperma che li insozzava. – Lecchi, – le disse il Gardini. Gianna tiro’ fuori la lingua, con difficolta’ perche’ i seni erano a contatto con la bocca. Spingendo con la lingua, riusci’ a muoverla in cerchio e raccogliere un po’ di sperma. Gardini, tirandole i capelli, le sposto’ la testa a destra e a sinistra piu’ volte, facendole strusciare il volto sui seni di lei. – Pulisca bene dappertutto, – le disse.

Non si era neppure allacciato i pantaloni, e il suo membro sporgeva di fronte alla studentessa inginocchiata. – La sua punizione e’ conclusa. Come convenuto, le conferiro’ la laurea con il minimo dei voti. In genere, a questo punto il presidente stringe la mano del neolaureato. Dato il tipo di persona che lei si e’ dimostrata di essere, tuttavia, ritengo piu’ appropriato che lei si chini e mi baci le scarpe, ringraziandomi per averle concesso la laurea e per averle dato un voto adatto a una puttana.
Gianna annui’, piangendo. – Si, professore, – mormoro’, chinandosi subito dopo in avanti. Umilmente, bacio’ a lungo le scarpe di cuoio del Gardini. – La ringrazio per avermi concesso di laurearmi, – mormoro’, – e per avermi dato un voto adatto… a una puttana, professore.
Il Gardini guardo’ la ragazza prostrata con aria soddisfatta, mentre il suo membro tornava a indurirsi. Lascio’ che Gianna lucidasse le sue scarpe con cura con la lingua, e quindi ando’ a prendere posto al proprio tavolo, aprendo gli incartamenti da firmare. – Si avvicini carponi, – disse alla ragazza, – venga sotto il tavolo e me lo prenda ancora in bocca, mentre compilo le carte.
Gianna, obbediente, cammino’ a quattro zampe fin sotto il tavolo. Ancora una volta, i suoi genitori si trovarono di fronte lo spettacolo osceno delle natiche nude della ragazza, e della sua vagina, dilatata dalle mollette, col cartello che ondeggiava sotto di lei, tirandole le grandi labbra a ogni movimento. Delicatamente, prese il glande di Gardini in bocca, e inizio’ a succhiarlo dolcemente e accarezzarlo con la lingua mentre il presidente della commissione espletava le formalita’ burocratiche della sua laurea.
Gianna si rese conto chiaramente che iniziava un nuovo periodo della sua vita. Sapeva che il Marchi l’avrebbe sottratta definitivamente ai suoi ricattatori, ma solo per trasformarla nella sua personale schiava. Sapeva che quell’uomo potente era anche il peggiore dei sadici in cui si fosse imbattuta, e che da allora in avanti, le sarebbe stato chiesto di rinunciare a ogni forma di dignita’ umana. Quando il Gardini venne, accolse il suo seme in bocca, senza deglutire, attendendo gli ordini del professore. Accorgendosi che Gianna non aveva ingoiato, il Gardini si ripuli’ lentamente il membro contro le guance di Gianna. – Ora, lei e suoi genitori andrete dal notaio per concludere l’affare col Marchi. Lei andra’ con loro vestita com’e’ vestita adesso, e col mio sperma in bocca. Non inghiottira’ neppure se le verra’ chiesto di rispondere a qualche domanda. Si comportera’ normalmente, parlando quando necessario, ma sempre con tutto in bocca. Il signor Marchi sara’ cosi’ gentile da verificare per me che lei esegua quest’ultimo ordine.