Tortura in convento da parte di monache sadiche

Sono sempre stata affascinata dai luoghi dello spirito, quei conventi o monasteri che si visitano spesso nella nostra magnifica Italia.

Luoghi silenziosi,nascosti nel verde,dove si respira un’ atmosfera particolare. Premetto di non essere credente,ma comunque attratta dalla spiritualita’ magica di queste roccaforti della fede. Quando, da turista, vi sono entrata….sono rimasta incantata dalla immensa pace , talvolta ho intravisto qualche svolazzo di abito nero, qualche suora che , timidamente , si nascondeva ai visitatori. Confesso di aver fatto anche qualche pensierino erotico e peccaminoso, non senza eccitarmi. Mi sono chiesta spesso se , in questo immenso isolamento , le donne , che comunque sono tali , trovino il coraggio di darsi reciprocamente piacere. Ho concluso che certamente lo fanno e il solo pensiero dei loro giochi erotici , nascosti agli occhi di tutti , ma soprattutto nascosti ai propri superiori , mi ha immensamente stuzzicata. Figuratevi quando ho saputo da una agenzia turistica che , in Umbria, era possibile soggiornare per una settimana in un monastero , ormai aperto al pubblico , che offre a coloro che desiderassero “caricare le batterie” nella pace, nel silenzio e nella meditazione, la possibilita’ di riposare…Sono stata informata che l’ alloggio non sarebbe stato lussuoso : una semplice stanzetta singola , pulita e decorosa, niente televisione, niente cellulare. Il vitto , modesto , ma sano , sarebbe stato identico al pasto delle suore: frutta e verdura dell’ orto, carne fornita dalle stalle, vino, olio,latte e formaggi prodotti “in proprio”. Niente di meglio per rigenerare il corpo, con una dieta sana, e la mente. Dopo aver prenotato , ho preparato una valigia con il minimo indispensabile, qualche comoda tuta e parecchi libri , il mio fedele pc , che sarebbe servito solo per scrivere le mie novelle ed i miei racconti erotici. In una splendida giornata di meta’ settembre, dopo un viaggio piuttosto piacevole, sono giunta al monastero. Il posto era incantevole . Infossato in una valletta fra due colline, al riparo da occhi indiscreti , si ergeva un edifico in pietra rosa , probabilmente risalente al 1.200. Una piccola monaca, giovane e gentile, mi e’ venuta incontro e mi ha fatto strada dal parcheggio dell’auto , fino alla mia cameretta, davvero deliziosa, affacciata sugli uliveti. Mi ha poi condotta a visitare il refettorio , il giardino, e naturalmente la piccola chiesetta dove avrei potuto , volendo , raccogliermi in preghiera. Si e’ dichiarata a mia totale disposizione per qualsiasi necessita’ , augurandomi buona permanenza. Dopo avere sistemato le mie poche cose, sono scesa in refettorio per la cena, curiosa di conoscere gli altri ospiti. Ho scoperto che , oltre a me, in quella settimana avrei condiviso l’ospitalita’ del luogo con altre sei persone: una anziana coppia di olandesi , un uomo attempato, certamente un manager stressato e bisognoso di staccare la spina, una ragazza piuttosto giovane e due giovanottini dall’aria timida e spaventata. Ho saputo poi che erano due seminaristi che cercavano , in quel luogo , di scoprire , se la loro fede fosse solida o se fosse il caso di abbandonare la scelta di prendere i voti. Guardandoli , a tavola, ho capito ben presto che erano gay e probabilmente avrebbero avuto poco tempo di pensare alla validita’ della propria scelta, se avessero trascorso insieme tutte le notti in quel luogo cosi’ magico. Dopo un buon caffe’ , servito da una premurosa novizia in giardino , siamo stati invitati a raggiungere le nostre camere. Non ero dispiaciuta, in fondo ero li’ per riposare e andare a letto presto non e’ un dramma per me, spesso lo faccio , a casa e anche in vacanza. Del resto avrei potuto leggere oppure scrivere una delle mie stuzzicanti novelle, magari giocare un po’ con la mia micina bollente , prima di addormentarmi nel silenzio. Ero appunto intenta a prendere qualche appunto sul notebook quando ho sentito un sommesso rumore alla porta e poi ho udito bussare con discrezione. Mi sono alzata dal tavolino e ho aperto con curiosita’. Era la novizia , giovane e sorridente , chiedeva se avessi bisogno di altro, magari una tisana , prima di dormire. Ancora oggi sono convinta che la tisana fosse una scusa piuttosto banale perche’ Chiara voleva ,a tutti i costi , trovare un modo per parlare con me. Infatti , pur rimanendo sulla soglia, lanciava occhiate curiose al mio pc . Voleva sapere di me, se fossi veramente una scrittrice e che tipo di romanzi io scrivessi. Vuoi entrare ? Accomodati, se non hai da fare ti faccio leggere qualcosa di mio, anche se non credo siano letture adatte ad una futura monaca. Francesca non aspetta alto e si fionda in camera chiudendosi la porta alle spalle , come se temesse di vedere un fantasma in corridoio. Se la madre superiora sapesse che sono qui , mi farebbe certamente subire una delle sue punizioni. Entra Chiara, non avere paura. Dunque ti interessi di racconti e narrativa? Ti prego , non offenderti, ma temo di non poterti far leggere le mie produzioni. Io ehm , sono una scrittrice di racconti erotici. Le mie novelle, diciamo cosi’, sono a sfondo sessuale e non credo che la tua regola ti permetta di dare anche solo un’occhiata . Ero turbata anche io. La curiosita’ morbosa di questa ragazzina , che avra’ avuto si’ e no vent’anni , mi intrigava. Avrei voluto spedirla a letto , nel contempo avrei voluto eccitarla con i miei racconti, per vedere la sua reazione. La prego Signora, mi dia qualcosa da leggere, sono cosi’ inesperta e vorrei sapere come funziona il mondo la’ fuori, io sono orfana e sono chiusa qui dentro dall’eta’ di otto anni. Il mio destino e’ prendere i voti e diventare suora ma…. Sono sempre piu’ eccitata all’ idea di farle leggere le cose che scrivo . Vado a frugare nella valigia e trovo il plico dei miei racconti , le copie che ho sempre con me , raccolte in un faldone di cartone. Mi tremano le mani nel porgerlo a Chiara. Dentro ci sono racconti di ogni genere, soprattutto lesbo, ma anche etero , incesto, animal. Come reagira’ la piccola? Mi denuncera’ alla superiora o si masturbera’ come fanno tutti i miei lettori e le mie lettrici? E’ un rischio grosso quello che sto per correre , ma decido di fidarmi dell’istinto e consegno il faldone a Chiara. Grazie! E scappa via come una furia. Ormai la concentrazione e’ andata a farsi benedire , chiudo il pc e me ne vado a nanna. Prima di dormire lancio un pensierino a Francesca e la immagino alle prese con i miei fogli, magari eccitata, magari turbata e decisa a cacciarmi dal monastero. E’ notte fonda quando vengo svegliata da un sommesso richiamo alla porta. Mi alzo , senza curarmi del fatto che ho indosso solo un microscopico paio di slip. Tanto sono certa di trovare la mia “piccola amica” sulla soglia. Francesca infatti e’ li’,confusa ed imbarazzata , mi chiede di entrare . Protesto debolmente dicendo che sono le tre del mattino , ma lo faccio giusto per non apparire sfacciata , credo che Francesca sia una ragazza interessante , e credo che la sua visita , a quest ‘ ora, regalera’ alla mia solitudine un piacevole diversivo. Ho indovinato. Chiara chiude , a chiave , la porta alle sue spalle e mi guarda, con i fogli in mano. Si e’ resa conto che sono praticamente nuda e non riesce a toglirmi gli occhi di dosso. Volevo….volevo farle i complimenti,signora, lei scrive molto bene e…devo dire, confessare che i suoi racconti ….mi sono piaciuti. Ma volevo sapere se lei ha fatto veramente le cose che scrive. Sa , soprattutto volevo sapere se ha fatto quello che scrive con un’altra donna. Perche’ io…volevo dire…ehm… Povera cucciola, le tolgo dalle mani il faldone e lo appoggio sul tavolino. La camera e’ buia , non avevo acceso la luce quando mi ero avvicinata alla porta poiche’ dalle persiane filtra il bagliore di un lampione del giardino. Ed e’ proprio grazie alla penombra che, forse , Francesca trova il coraggio di allungare una mano sui miei seni , percepisco una carezza fuggevole e timida , che mi scuote come un terremoto. La prendo per mano, la accompagno, come si fa con una bimba, accanto al mio letto. Lei e’ terrorizzata ma curiosa, spaventata ed eccitata. Le sfilo dal capo la camiciola da notte che indossa. Le slaccio il reggiseno bianco e le abbasso le mutandone che e’ costretta ad indossare. La guardo : e’ splendida. La sua pelle bianca brilla anche al buio. Mi chino a sfiorare le sue spalle con le labbra,poi salgo lungo il collo e lecco la sua gola. Immobile, Francesca si gode la mia lingua. La invito a sdraiarsi sul piccolo letto, mi sfilo velocemente lo slip e mi sdraio accanto a lei. Assaporo la sensazione della sua pelle e della mia in stretto contatto. La bacio. Lei ricambia il mio bacio cercando affannosamente la mia lingua. La mia mano, intanto scende fra le sue cosce,cerca di accarezzare la sua intimita’.Lei, da brava, fa lo stesso con me , anche se in modo goffo ed impacciato. Presto ci ritroviamo a masturbarci a vicenda, con le bocche incollate l’una all’altra ed una voglia irrefrenabile di avere e dare piacere. Lei e’ bagnata, sento le mie dita scivolare dentro e fuori con facilita’ . Le afferro il polso e la guido dentro di me in movimenti ritmici e regolari , che possano simulare un coito. Impara presto, la piccola , ingenua novizia e , in breve tempo , mi porta a godere. Non abbiamo tempo da perdere, fra poche ore lei dovra’ presentarsi alla prima funzione del mattino. Mi accomodo sopra di lei , le offro la mia fica e , contemporaneamente , mi infilo fra le cosce per cercare la sua. Inizio a leccarla dolcemente, ma senza tregua e sento che lei fa altrettanto con me. Presto dobbiamo controllarci poiche’ i nostri gemiti si udrebbero in tutto il monastero , in questo immenso silenzio sarebbe pericoloso lasciarsi andare senza controllo. Mi muovo su di lei mentre raggiungo l’orgasmo e la inondo di succo mentre continuo a leccarla per farle raggiungere il piacere. La sento fremere sotto di me, tremare come una foglia ed esplodere in un grido trattenuto quando la sua micina mi bagna il viso di un succo delizioso. Ci riposiamo, spossate, per qualche attimo, prima di salutarci. Lei deve andare, tornare nella sua cameretta e farsi trovare a letto dalla consorella che la chiamera’ per la funzione. A domani, piccola troia.